FORLI' - "Nervegna attento". E' questa la scritta indirizzata a caratteri cubitali e con vernice verde lungo il muro di cinta del teatro Testori, in via Vespucci, zona ferrovia, a Forlì, al consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl, Antonio Nervegna. L'invettiva sul muro è corredata da alcuni simboli della sinistra radicale, due falce e martello, la A cerchiata simbolo dell'anarchia, un'altra scritta minacciosa ("fasci al muro") e lo slogan "contro la guerra imperialista: rivoluzione comunista" vicino alla sigla del Partito comunista dei lavoratori.
«Evidentemente la mia azione politica dà fastidio - dichiara Nervegna -. Ma so per certo che continuerò per la mia strada e non mi lascio intimidire continuando nella mia lotta per la legalità, la libertà, e il rinnovamento in una terra come Forlì e la Romagna, ingessata da mezzo secolo
di amministrazione di sinistra e paralizzata dai veti contrapposti dei cosiddetti poteri forti. Paradossalmente la minaccia misura la notorietà che ha raggiunto la mia battaglia".
"Sono comunque amareggiato - ha aggiunto - perché nella vicenda , come in quella del presidente del consiglio Berlusconi, emerge che chi si oppone alla nostra azione azione riformatrice non potendoci contrastare sul piano delle idee e delle proposte si nasconde dietro le invettive anonime e minatorie, contro chi come me da anni è impegnato in politica a vari livelli e certamente non s'è
mai fatto intimidire".
Antonio Nervegna segnala la singolarità della scritta "infarcita di simboli e di sigle comuniste" e annuncia che porterà il caso all'attenzione delle forze dell'ordine. "Non dispero che si possa anche risalire ai responsabili - conclude Nervegna -, al di là del fatto che sia io il bersaglio di queste minacce, in una città come Forlì teatro di un vile assassinio delle Brigate Rosse non è certamente il caso di sottovalutare segnali anche flebili di insorgente insurrezione estremistica".